domenica 18 febbraio 2007

Giardini Di Mirò - Dividing Opinions

Una delle realtà più interessanti dell’alternative rock italiano, i Giardini Di Mirò tornano, a quattro anni di distanza da Punk... Not Diet, con l’ennesima prova convincente, Dividine Opinions.
Orfana dello storico vocalist Alessandro Raina, la talentuosa band emiliana, ha optato per una soluzione interna, lasciando alternare alla voce i due chitarristi Jukka Reverberi e Corrado Nuccini, accompagnati talvolta da ospiti illustri come Jonathan Clancy (dei Settlefish) nel trascinante brano d’apertura che da il titolo all’album, e Glenn Johnson (dei Piano Magic) nella bellissima Self Help.
A segnare il passaggio a una piena maturità espressiiva dei Giardini di Mirò, si può scorgere in Dividine Opinions una varietà di suoni che si alternano e si assemblano, avvicinandosi spesso al pop per poi nuovamente impennarsi in picchi di rock che tolgono il respiro o di graffiante electro, come nella vibrante Cold Perfection con la sua anima di morbido pop trasfigurata nel lungo finale electro o nel post-rock tetro imbastito tra batteria e inquietanti violini della strumentale Juli’ s Stripes, e ancora, atmosfere psichedeliche nella coinvolgente Broken By accanto agli archi suadenti di Clairvoyance, delicata ballata folk-rock, romantica ma mai stucchevole, impreziosita dalla voce di Kate Brewster.
Ma Dividing Opinions, oltre ad offrire una sintesi di ottima musica esemplare per l’Italia ma dal respiro decisamente internazionale, si propone anche come album politico, nota che si può scorgere fin dalla copertina dell’album che raffigura una vecchia foto storica, famosissima per gli emiliani, che ritrae un momento degli scontri avvenuti durante la manifestazione di Piazza Vittoria a Reggio Emilia del luglio 1960, nel corso della quale cinque persone furono uccise dalle forze dell’ordine. Una scelta ideologica che impone il ricordo come arma imprescindibile di comprensione e superamento degli errori di una società violenta e acritica, e si mescola all’amore -filo conduttore di tutto l’album- facendone i cardini di un album di livello altissimo, suggestivo, intenso e a tratti cupo come cupa è la realtà agli occhi di chi riesce a coglierla con la sensibilità che contraddistingue la band

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