lunedì 11 giugno 2007

Baciamo le mani, Roy Paci!


A due anni di distanza da Viva La Vida, Roy Paci torna sulle scene musicali con Suonoglobal il quarto progetto della sua collaborazione con gli Aretuska.

Concepito durante il lungo girovagare tra i numerosi live che band ha tenuto nel 2006, registrato in otto differenti studi e masterizzato a New York, Suonoglobal è un vivace calderone che mescola stili, idiomi e influenze molteplici in un sound brillante e variegato che mostra con orgoglio il valore delle contaminazioni e delle mescolanze per un arricchimento vicendevole nel segno dell’abbattimento di ogni frontiera fisica e mentale.

Giunto ad una completa maturazione artistica, Roy Paci, talentuoso trombettista augustese, è riuscito ad armonizzare all’interno di un lavoro unico e ambizioso, rock, pop, rap e swing oltre che l’esperienza e la personalità di numerosi artisti italiani e internazionali che hanno collaborato in cinque tra i quindici trascinanti brani.

Il primo singolo, Toda Joia Toda Beleza, apre l’album in grande stile in compagnia di Manu Chao - la cui collaborazione con Paci è già lunga sette anni - che su un esaltante sound di trombe e percussioni, improvvisa una stravagante lingua sospesa tra l’italiano e lo spagnolo, irridendo volutamente le regole grammaticali e piegandole alla musica per lasciarla predominare; si prosegue poi con l’inedita fusione di tango e rap in Tango Chango in duetto coi Cor Veleno e con la dura No Quiero Nada e la sua rabbia internazionalizzata tra dialetto siciliano, spagnolo e francese.

E ancora atmosfere esotiche con Giramundo insieme a Pau dei Negrita, per tornare a scatenarci con la travolgente Mezzogiorno Di Fuoco accanto a due dei più significativi rappresentanti dell’infuocato sud, Caparezza e i Sud Sound Sistem. Qualche sorprendente momento di quiete col morbido jazz di Senza Di Te, che vede un inedito Paci romantico e nostalgico, per rilanciarsi nuovamente nel fuoco vivo della briosa Prova A Ballare e dell’ultimo duetto in È Meglio La Vecchiaia accanto a Erriquez della Bandabardò che sfoggia il suo sensuale francese; fino alla conclusiva Nella Mia Terra, inno reggae d’amore alla Sicilia, alla sua gente e a quel vulcano che “riaccende il cuore”.

Un album che ha i colori accesi e scintillanti del sud, che sa di passione e gronda di entusiasmo e positività, per un artista di straordinaria bravura, che ci parla di forza e riscatto unendo sapientemente divertimento e riflessione. Per ballare, per pensare e godere della bellezza e della potenza di un’arte che non conosce limiti mentali e confini geografici.

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