giovedì 7 giugno 2007

Miguel Bosè celebra i suoi trent’anni di carriera con Papito, nuovo album accolto con gioia da tre generazioni di ammiratori in tutto il mondo.
Frutto di un lavoro complesso e meticoloso che ha impegnato l’artista spagnolo per due anni, e registrato tra Madrid, New York, Miami, Panama, Londra e Los Angeles, Papito riprende e rielabora i brani più rappresentativi della lunga carriera di Bosè - molti dei quali inediti in Italia - arricchendoli della collaborazione di una vera parata di prestigiose star internazionali, e aggiungendo due cover di indiscusso valore.
Il risultato è una cavalcata lunga diciassette canzoni che viaggiano tra romanticismo e passione latina, immersi in atmosfere sognanti in bilico tra flamenco e pop rock; a partire dall’incipit affidato alla torrida Morena Mia, che in coppia con Julieta Venegas, racconta dell’indimenticata bruna che vanta l’iniziazione sessuale del bel cinquantenne in quello che da Bosè stesso è stato definito un “porno-pop” . Si prosegue con la coinvolgente ballata Si Tu Non Vuelves (versione spagnola della famosa Se Tu Non Torni del 1994) in cui un morbido sfondo d’archi e pianoforte accompagna il duetto con Shakera; per passare all’ardente vitalità della coppia Bosè-Richy Martin nella briosa Bambù e ai momenti di riflessione di Nada Particolar, in cui Bosè lancia strali contro la guerra - traendo spunto da un’esperienza vissuta in Jugoslavia - accanto a Juanes.
E ancora tenerezza e nostalgia nella dolce Te Amarè - primo testo d’amore delicato e disperato scritto da Bosè nel 1980 - in perfetta armonia con la voce cristallina di Laura Pausini, per scivolare poi verso i momenti più importanti dell’album, tra cui spiccano le collaborazioni con Michael Stipe, il frontman dei REM, decisamente ispirato che si cimenta nella sensuale lingua spagnola raccontando di viaggi introspettivi in Lo Que Hay Es Lo Que Ves; l’israeliana Noa che duetta nella versione spagnola del celeberrimo tema de La Vita È Bella che Nicola Piovani scrisse per il film di Benigni, e Mina che reinterpreta in versione spagnola la famosa Acqua E Sale accompagnata per l’occasione da una sognante chitarra flamenca.
Solare e appassionato, Papito è un album piacevole e ricco di suggestioni impreziosito dal tocco personalissimo che ognuno delle guest star ha conferito ad ogni brano (e che ha autonomamente scelto dal repertorio); da ascoltare lasciandosi avvolgere dalla calda voce di un cantante talentuoso e raffinato, che ha saputo reinventarsi e vivere senza timori le sue molteplici vite d’arte e di trasgressione.

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