venerdì 20 luglio 2007

Bon Jovi - Lost Highway.


A due anni dal grande successo di Have A Nice Day, i Bon Jovi sono tornati in testa alle classifiche americane con Lost Highway, annunciato giro di boa verso un sound più intimista, da ex ragazzi sregolati diventati ormai adulti.


Con alle spalle dieci album e la stratosferica cifra di 120 milioni di copie vendute in tutto il mondo nel corso di un’oltre ventennale carriera che non ha mai conosciuto declino, il quintetto statunitense si propone oggi in veste decisamente più soft con un sound che abbandona gli eccessi metal, gli assoli violenti del chitarrista Richie Sambora e gli urli rabbiosi di Jon BonJovi, per approdare ad un rassicurante pop-rock con una forte e incisiva impronta country, assorbita in quel di Nashville - celeberrima capitale mondiale della musica dei cowboy - dove l’album è stato concepito e registrato.

L’apertura di Lost Highway tuttavia, richiama immediatamente le più classiche sonorità bonjoviane, con la trascinante title track e la solare e briosa Summertime, cui segue il primo singolo estratto, l’ultra melodica (You Want To) Make A Memory struggente ballad di tastiere, violini e toni commossi.

Si procede con Whole Lot Of Leaving la prima traccia indiscutibilmente country dell’album, e la ritmata We Got It Going On che si avvale della collaborazione di Big & Rich - moderni rappresentanti del country pop americano - per giungere alle avvolgenti atmosfere della delicata Seat Nex To You che esplora i dolorosi accadimenti all’interno del gruppo (la recente morte del padre di Sambora, il suo divorzio dall’attrice Denise Richards e i suoi problemi di alcolismo) e di Till We Ain't Strangers Anymore, uno dei brani di punta dell’album in duetto con la calda voce di Ann Lee Rymes, starlette americana, famosa in Italia per la riuscita colonna sonora del film Le Ragazze Del Coyote Ugly.

E ancora momenti di malinconiche riflessioni con One Step Closet, carezzevole ballad giocata su un pianoforte ampiamente predominante e inframmezzata di energici assoli di chitarra, che anticipa una chiusura d’album scoppiettante affidata all’energica e coinvolgente I Love This Town.

Un album lieve e piacevole, che concretizza un necessario processo di evoluzione e un'evidente necessità di reinventersi, con qualche picco di pura energia accanto ad ampie aperture melodiche; da ascoltare evitando confronti e nostalgie per i Bon Jovi anni ’80.

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