lunedì 17 settembre 2007

Manu Chao - La Radiolina


Si intitola La Radiolina il nuovo lavoro di Manu Chao, quinto album solista dalla fine della collaborazione coi Mano Negra.


A tre anni dall’episodio sperimentale Siberie M'etait Contee (mai distribuito in Italia) la solare voce dei desaparecidos torna a parlarci di speranza, d’amore e libertà e a puntare il dito contro le storture di un mondo ingiusto con lo sguardo puro e fiducioso di un bambino quarantaseienne.

L'album - prodotto dallo stesso Manu Chao con la collaborazione di Andrew Scheps e Mario Caldato, per l’etichetta indipendente Because Music, a cui il cantante è per scelta legato da anni - alterna come di consueto momenti di riflessione, commozione e allegria, e mescola sapientemente ritmi che viaggiano dalla rumba allo ska, dalla patchanka al reggae fino alle inedite contaminazioni rock, accompagnate da invettive in lingua inglese, francese, spagnola e persino italiana, per un lavoro eclettico e coinvolgente che non conosce barriere e bandiere.

L’incipit potente affidato alla convulsa 13 Dias coi suoi accesi assoli di chitarra, lascia intuire i temi cari e le sonorità nuove che si svilupperanno lungo l’album, procedendo attraverso le amare considerazioni della dolente Tristeza Maleza, lettera aperta di denuncia e ribellione al presidente USA, e di Politik Kills duro atto d’accusa contro la corruzione di governanti fautori di una politica che uccide (politik need force poltik need cries politik need ignorance politik need lies) fino al primo singolo estratto, la travolgente Rainin Paradize. Gia in rotazione radiofonica da mesi, liberamente scaricabile dal sito ufficiale, e accompagnato da un incisivo videoclip girato dall’amico Emir Kusturica, il brano mostra l’anima più aspra e rock del brillante artista franco-spagnolo, che sostenuto da un’inquieta chitarra elettrica che martella e trascina per quattro appassionanti minuti, si scaglia con forza contro l’orrore di tutte le guerre, accendendosi di particolare fervore laddove affronta il tema dell’attacco americano in Iraq (“A Bagdad non c'è democrazia solo perchè è una nazione che appartiene agli Stati Uniti”) senza dimenticare di scagliarsi contro le troppo spesso ignorate atrocità che quotidianamente si consumano in Palestina, Congo, Zaire e globalmente in tutto “questo mondo che impazzisce”.


Accanto all’impegno e alla rabbia tuttavia, La Radiolina ci regala anche momenti d’amore, intimi e sognati in cui la voce di Manu Chao si fa carezzevole protagonista di sensuali ballad che hanno colori e suoni tipicamente sudamericani, dalla calda Me Llaman Calle, all’insolita A Cosa, in cui l’artista si cimenta in un italiano morbido e traballante (come dimostra l’errore del titolo) in duetto con la voce corrosiva di Tonino Carotone; dalla morbida Mala Fama in cui spicca piacevolmente malinconica la sapiente tromba di Roy Paci, alla bellissima La Vida Es Una Tombola, colonna sonora del film-documentario El Pibe De Oro di Kusturica, e dichiarazione d’amore e stima a Diego Armando Maradona, per una vita vissuta pienamente tra eccessi e passione (“si yo fuera Maratona yo viviria como el”).

Intenso e ricco di contenuti e sonorità variegate, La Radiolina è un nuovo importante tassello che arricchisce bel mosaico costruito negli anni da Manu Chao, menestrello buffo e profondo che non smette di battersi e di sognare, lasciandoci immaginare un Otro Mundo più giusto e equo.

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